Corsi

CORSO TRIENNALE DI INTRODUZIONE
ALL’ANTROPOLOGIA CRISTIANA INTERDISCIPLINARE

Area tematica: Coordinate introduttive

Ispirazione, rivelazione, interpretazione delle Sacre Scritture; Enciclica Salvifici doloris; Enciclica Redemptor Hominis; Enciclica Veritatis Splendor;

Area tematica: Antropologia teologica

Il peccato originale; L’immagine e somiglianza; Creatura nuova in Cristo; naturale e soprannaturale; antropologia paolina; antropologia in San Tommaso; San Gregorio di Nissa e l’antropologia nell’oriente cristiano; creazione ed evoluzionismo.

Area tematica: Spiritualità e psicologia

Terapia delle malattie spirituali; Demonologia; La testimonianza nella vita dei Santi

Area tematica: Antropologia filosofica

L’antropologia in Santa Teresa Benedetta della Croce – Edith Stein; struttura dell’uomo e persona umana; Anima e corpo; Corpo, psiche, spirito.
Struttura dell’uomo e persona umana (il personalismo in Maritain)

Area medica (nozioni generali): disturbi neurologici di tipo centrale e di tipo periferico, disturbi osteo articolare e muscolo tendinei, distonnie e parasonnie, disturbi psichiatrici (disturbi del tono dell’umore e disturbi d’ansia e disturbo ossessivo compulsivo), disturbi cefalalgici (emicrania e cefalee), disturbi della fisiologia dell’assorbimento (stomaco e apparato respiratorio), disturbi ematologici, disturbi metaboloci e carenze alimentari.

Titolo dei corsi

Il peccato originale
L’uomo creato ad immagine e somiglianza
Creazionismo ed evoluzionismi
Creatura nuova in Cristo Gesù
Interpretazione della Sacra Scrittura
L’Enciclica Salvifici Doloris
Anima e corpo; dottrine incompatibili con la rivelazione cristiana
San Gregorio di Nissa: l’antropologia nell’oriente cristiano
Struttura dell’uomo e persona umana
Aspetti di Antropologia in San Tommaso d’Aquino
Introduzione alla demonologia
Struttura della persona umana in Edith Stein
Antropologia paolina
La legge naturale, libertà umana, responsabilità morale
Terapia delle malattie spirituali in un ottica cristiana: Patologia di base, nosografia delle malattie spirituali, condizioni generali della terapia, terapie specifiche delle malattie spirituali.
Disturbi neurologici e disturbi psichiatrici.
Disturbi della fisiologia dell’assorbimento , disturbi ematologici.
Disturbi cefalalgici, disturbi metabolici.

Programma indicativo dei corsi

Aspetti di Antropologia nella dottrina di San Tommaso d’Aquino

Il corso intende presentare in maniera sintetica ed essenziale la visione antropologica proposta da San Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiæ (I, qq. 75-83). In essa, il Santo Dottore considera la natura dell’uomo in quanto creatura unitaria composta di corpo e anima intellettiva; di quest’ultima descrive l’essenza e le potenze (o facoltà di operazione).
La priorità data all’anima nell’analisi della natura dell’uomo deriva dal fatto che essa costituisce, unitamente al corpo, il co-principio della vita umana e determina l’apertura dell’uomo a Dio, conferendo dignità e significato alla sua esistenza. Durante l’esposizione saranno affrontati in particolare i seguenti argomenti:

Introduzione
Chi è San Tommaso d’Aquino: cenni biografici e dottrinali
Significato e importanza del titolo di Dottore della Chiesa
Difficoltà, pregi e limiti, dell’approccio antorpologico di San Tommaso
Brevi richiami di ontologia

L’uomo in quanto “essere animato”
L’anima come primo principio della vita
La funzione intellettiva dell’anima umana
L’unità (sinolo) di anima e corpo nell’essere umano
L’origine dell’anima umana
Condizione dell’anima prima e dopo il peccato
L’immortalità dell’anima

L’anima nelle sue facoltà o potenze
Distinzione tra essenza dell’anima, sue operazioni e relative potenze
La potenza vegetativa e le sue specie (generativa, aumentativa, nutritiva)
La potenza sensitiva: sensi esterni e sensi interni (senso comune, fantasia, memoria, estimativa).
La potenza intellettiva: memoria intellettiva, ragione, intelligenza
Le potenze appetitive: appetito sensitivo e volontà

La questione del libero arbitrio
L’uomo libero di scegliere il bene
La ragione, fondamento della capacità di giudizio
La libertà di scelta e i suoi condizionamenti
Libero arbitrio e provvidenza divina
Libero arbitrio, grazia e peccato

Bibliografia essenziale:
“Tommaso d’Aquino”, in Bibliotheca Sanctorum, XII, 544-566.
S. Tommaso d’Aquino, Summa Theologiæ, I, qq. 75-83.
G. Dal Sasso – R. Coggi, Compendio della Somma Teologica di San Tommaso d’Aquino, ESD, Bologna 1989, pp. 71-80.
B. Mondin, Dizionario enciclopedico del pensiero di S. Tommaso d’Aquino, ESD, Bologna, 1991, in particolare alle voci: “anima”, “antropologia”, “appetito/appetizione”, “arbitrio (libero)”, “concupiscenza”, “concupiscibile”, “corpo”, “immortalità”, “intelletto”, “irascibile”, “passione”, “uomo”, “volontà”.
Paolo VI, Lettera Apostolica Lumen ecclesiae, AAS 66 (1974).

Altra bibliografia:
S. Tommaso d’Aquino, Summa contra gentiles, [in particolare: II, c. 53; cc. 55-56; c. 65; cc. 68-72; III, c. 67].
S. Tommaso d’Aquino, Quæstiones disputatæ: de anima.
J. B. Metz, Antropocentrismo cristiano. Studio sulla mentalità di san Tommaso d’Aquino, Borla, Torino 1968.
F. P. Fiorenza – J. B. Metz, L’uomo come unità di corpo e anima in Mysterium Salutis, IV, Queriniana, Brescia 1970, pp. 284-303.
E. Vilanova, San Tommaso d’Aquino. Teologia e antropologia, in Id., Storia della teologia cristiana, I, Borla, Roma 1991, pp. 578-580.
É. Gilson, Eléments d’une métaphysique thomiste de l’être, in “Archives d’histoire doctrinale et littéraire du Moyen Âge”, 1973.
M. F. Sciacca, Prospettiva sulla metafisica di Tommaso, Ed. L’Epos, Palermo 1990.
M. D. Chenu, Introduction à l’étude de Saint Thomas d’Aquin, Paris 1950
Aa. Vv., L’anthropologie de saint Thomas, Freiburg (Svizzera) 1974.

Approccio all’antropologia paolina

Studi consultati:

B. Mariani, Corpo – anima – spirito in San Paolo, in Euntes Docete 14 (1961), 304-318.
C. Spicq, Dio e l’uomo secondo il Nuovo Testamento, Ed. Paoline, Roma 1969.
G. Helewa, Sarks e soma – “carne” e “corpo”, [pro-manuscripto ad uso degli studenti], Roma 2006.
Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento, EDB, Bologna 1976.

Tutti concordano sul fatto che San Paolo non fornisce una psicologia e un’antropologia sistematica, non vuole cioè “definire” l’uomo o descriverlo nelle sue caratteristiche costitutive. Quando parla dell’uomo è sempre in funzione di un insegnamento che si inserisce in un contesto di annuncio del Vangelo o di catechesi (Helewa). Non considerando l’uomo in se stesso, ma soltanto nei suoi rapporti con Dio e conseguenti riflessi, sfugge ad ogni classificazione scientifica (Mariani). San Paolo non ha mai pensato di enumerare o sistematizzare il numero e la natura delle facoltà dell’essere umano. La sua cultura universale gli ha permesso di utilizzare elementi di antropologia ebraica o ellenica, senza preoccuparsi di armonizzarli, anzi mettendo su ciascuno di essi un’impronta personale (Spicq).

Se è vero che San Paolo annuncia prima di tutto il Vangelo di Cristo, non per questo si può dire che i termini di cui si serve per indicare l’uomo nei suoi vari aspetti, siano utilizzati in modo indiscriminato, in modo tale da non permettere una classificazione.
Sintesi: I termini utilizzati da San Paolo per indicare l’uomo, o elementi costitutivi dell’uomo sono:

Sôma = corpo x volte
Psyché = anima 11 “
Sarks = carne 91 “
Pneuma = spirito x ” (anche pneumatikos = spirituale)
Noûs = intelletto 21 “
Kardía = cuore 52 “

Sôma (=corpo) indica:
1. Il corpo dell’uomo in senso proprio.
a. Composto organizzato di carne, ossa, muscoli, nervi, giunture, vene, che ha capo e membra, mani, piedi, occhi, ecc. (Rm 12,4; 1Cor 12,14ss)
b. Porto le stigmate di Gesù nel mio corpo (Gal 6,17)
c. Tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù (1 Cor 9,27)
d. Se anche …dessi il mio corpo per essere bruciato (1 Cor 13,3)
e. Portando sempre e dovunque nel corpo la morte di Gesù (2 Cor 4,10)
f. Nel senso di corpo organico viene utilizzato in parallelo al termine sarks: Sapete che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunciai la prima volta il Vangelo; e quella che nella mia carne (sarks) era per me una prova non l’avete disprezzata né respinta, ma al contrario mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù (Gal 4,13-14).
g. Il corpo è vivificato dall’anima, perciò è detto “animale” o “psichico” (Sôma psychicon). In tal senso si contrappone al corpo “spirituale” (sôma pneumatikon), cioè il corpo che, al momento della risurrezione finale, sarà rivestito di incorruttibilità e di immortalità (1 Cor 15,42-50).
h. Dopo il peccato originale il corpo è destinato alla morte, inoltre il corpo – mediante il quale si ricevono stimoli attraverso i sensi corporei (la sensualità) – può inclinare l’uomo a ribellarsi alla legge di Dio (peccato) e quindi condurre alla morte dell’anima, perciò è detto da Paolo: corpo del peccato (Rm 6,6); corpo della morte (Rm 7,24); sotto questo aspetto viene chiamato anche “questo misero corpo” (Fil 3,21).
i. Con il Battesimo l’uomo rinasce, riceve una nuova vita, quella della grazia, è reso partecipe della vita divina; il corpo, perciò, è detto tempio dello Spirito Santo (1 Cor 6,19)
j. Il corpo, quindi, non è per la fornicazione, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza (1 Cor 6,13-14)

2. In senso figurato
a. Il Corpo Mistico di Cristo (=CHIESA). Indica l’unione dei fedeli tra loro e con Gesù Cristo. Di questo Corpo Cristo è il Capo e i fedeli sono le membra, per mezzo della comunicazione di vita soprannaturale che da Cristo passa e circola tra i fedeli, risultandone come un corpo armonico (cf Pio XII, Mystici Corporis). (Rm 12,4-5; 1Cor 10,16-17; 12,12ss; Col 1,18; 2,19; 3,15. Vedi anche Ef 2,16; 4,4; 5,30; 1,23).

Psyché (=anima) Ricorre meno frequentemente degli altri termini. Sostanzialmente coincide con l’uso comune del termine.

1. Può indicare la vita, la persona, oppure l’anima in senso proprio:
a. Salutate Prisca e Aquila, …, per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro psyché (Rm 16,3).
b. Io chiamo Dio a testimone sulla mia psyché, che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto (2 Cor 1,23). Vedi anche Fil 2,30; 1 Ts 2,8;
c. San Paolo a proposito del carisma del “parlare in lingue” dice: E’ quanto accade per gli oggetti inanimati (senza psyché) che emettono un suono (1 Cor 14,7).
d. Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi, consumerò me stesso per le vostre anime (2 Cor 12,15)
2. Si trova anche l’espressione “corpo psichico” (vedi sopra) o uomo psichico. Indica:
a. l’uomo costituito di anima e corpo. Si riferisce ad Adamo, in contrapposizione a Cristo, nuovo Adamo.
b. oppure l’uomo che pensa e agisce secondo i criteri umani, non guidato dall’azione dello Spirito; l’uomo non illuminato dalla fede, e dalle virtù teologali. L’uomo spirituale, invece, partecipa della vita di Cristo – nuovo Adamo – possiede la vita soprannaturale, lo Spirito Santo, che opera nella psiche e nel sôma (p. es. risurrezione).

Pneuma (=Spirito)
1. L’uso più frequente di pneuma in S. Paolo è per indicare la Terza persona della SS. Trinità, e la sua molteplice azione nella Chiesa e nei suoi membri. Mediante lo Spirito Santo l’uomo è elevato alla dignità di figlio di Dio e partecipa alla natura divina. Lo Spirito Santo è pegno di vita eterna: risusciterà i corpi alla fine dei tempi come ha risuscitato il Corpo di Cristo; distribuisce i doni e i carismi nella Chiesa; imprime nei battezzati il carattere (sigillo sacramentale)

2. Il pneuma indica anche la presenza e l’azione dello Spirito Santo nell’uomo. Voi non siete più sotto la carne, ma sotto lo spirito, se è vero che lo Spirito abita in voi (Rm 8,9). Si tratta della presenza dello Spirito Santo, che con il Battesimo, la Cresima e i sacramenti dimora nell’uomo; ma si tratta anche di una disposizione virtuosa dell’anima, che la rende capace di ricevere in modo stabile l’influsso dello Spirito Santo. I cristiani ricevono una qualità soprannaturale, comunicata dallo Spirito Santo, che crea in lui una psicologia appropriata, da cui nascono sentimenti filiali verso il Padre che è nei cieli (Spicq).

3. San Paolo distingue, inoltre, un vivere secondo la carne e un vivere secondo lo spirito.
a. Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace. Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. (Rm 8,5-8)
b. Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. (Gal 5,16)

Sarx (carne) usata in senso materiale-letterale, ma anche in senso metaforico.

b. Nel senso letterale indica più frequentemente la carne in quanto elemento costitutivo del corpo umano o lo stesso corpo, sia di ogni uomo, sia di Cristo (Ef 2,14). Il corpo fatto di carne, la sostanza carne, comune agli uomini e agli animali (1 Cor 15,39).

c. In senso metaforico-morale indica la persona, considerata sotto l’aspetto della sua condizione terrena, di creatura segnata dal peccato, o che vive nel peccato; si riferisce anche alla mentalità umana, in quanto non elevata (illuminata e fortificata) dallo Spirito Santo, priva della fede e delle virtù che orientano l’uomo a Dio. In questo senso troviamo diverse applicazioni del termine.

a. I desideri della carne (per indicare la concupiscenza) (Rm 8,6-8; Gal 5,16-17; Ef 2,3)
b. Vita terrena: camminare nella carne (2 Cor 10,3), vivere nella carne (Gal 2,20), rimanere nella carne (Fil 1,24), padroni secondo la carne (Col 3,22; Ef 6,5)
c. Appartenenza etnica e discendenza genealogica: miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne (Rm 9,3), la mia carne (Rm 11,14), Abramo nostro antenato secondo la carne (Rm 4,1), nato dalla stirpe di Davide secondo la carne (Rm 1,3; 9,5)
d. Condizione di peccato. Per San Paolo nel mondo “è entrato il peccato e con il peccato la morte” (Rm 5,12). Sin dalla “caduta” del primo uomo, l’ordine mondano-terreno si trova ad essere come lo spazio in cui agiscono le invisibili “potenze” del male nel loro intento di farsi dominatori del mondo stesso e di esercitare sull’uomo il loro potere tenebroso (1 Cor 2,6.8; Cor 4,4; Col 1,13; Ef 2,1-2; 6,12). Conseguentemente, essere “nella carne” equivale ad essere solidali di “questo secolo-mondo malvagio” ed obbedire ad un ordine non voluto da Dio, anzi, ostile e ribelle a Dio. (Helewa)
In questo senso, vivere secondo la carne indica chiaramente la condizione di chi, assecondando i desideri della carne, vive nel peccato.Significativo è il testo di Rm 8,7-8: Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

Noûs (=mente, intelletto) Indica specificamente la facoltà intellettiva dell’uomo, in quanto capace di conoscere, considerare, e discernere.
d. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente (noûs) e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. (Rm 7,23)
e. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente (noûs), per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. (12,2)
f. Quando infatti prego con il dono delle lingue, il mio spirito prega, ma la mia intelligenza (noûs) rimane senza frutto. Che fare dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza (noûs); canterò con lo spirito, ma canterò anche con l’intelligenza (noûs). Altrimenti se tu benedici soltanto con lo spirito, colui che assiste come non iniziato come potrebbe dire l’Amen al tuo ringraziamento, dal momento che non capisce quello che dici? Tu puoi fare un bel ringraziamento, ma l’altro non viene edificato. Grazie a Dio, io parlo con il dono delle lingue molto più di tutti voi; ma in assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza (noûs) per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole con il dono delle lingue. (1 Cor 14,14-19)

g. L’intelletto ottenebrato e corrotto dalle passioni o dai vizi non è più in grado di discernere la verità ed apprezzare ciò che è bene; è come “carnalizzato” (Spicq). (Rm 1,28ss; 1 Tm 6,3-5; Col 2,18)

Kardía (=cuore) indica interiorità, ma anche .

h. è il luogo in cui si ricevono i doni di Dio, soprattutto le virtù della fede, speranza e carità. Il cuore è la dimora di Cristo nell’uomo. Ef 3,17-19; 2 Ts 3,5; Rm 5,5
i. si parla di cuore indurito, di cuore impenitente in contrapposizione al cuore circonciso, purificato e obbediente.

Introduzione alla demonologia

La Chiesa, fin dai suoi albori, ha sempre riservato una grande importanza allo studio della demonologia approfondendo, nel corso dei secoli, tutti gli insegnamenti ricevuti da Gesù Cristo. Dopo duemila anni si sente la necessità di riproporre questi argomenti non solo per i sacerdoti, ma anche per altre figure professionali d’aiuto (come medici e psicologi) che a volte possono doversi confrontare con tali problematiche.

Il corso intende offrire un approccio interdisciplinare portando il discente ad un primo approccio generale alla problematica: il fine è quello di dare poche idee chiare sull’argomento, basate sugli insegnamenti della Chiesa Cattolica, in modo da potersi orientare.

L’iter parte da un excursus del fondamento della demonologia nelle Sacre Scritture e nei Padri della Chiesa (punto 1) e prosegue con le principali nozioni di demonologia (punto 2). Ulteriori approfondimenti ancora da sviluppare riguardano il ruolo del rito dell’esorcismo nel battesimo come emerge in alcuni testi dei Padri della Chiesa e nel Magistero (punto 3) e l’analisi di alcuni casi clinici di particolare interesse sul piano del discernimento clinico/demonologico (punto 4).

1. Fondamento della demonologia nelle Sacre Scritture e nei padri della Chiesa.

1.1 Angeli e demoni nell’Antico Testamento.
1.2 Demoni e Angeli nel Nuovo Testamento.
1.3 Angelologia nei Padri della Chiesa con particolare riferimento a:
1.3.1 Dionigi Areopagita.
1.4 Demonologia nei Padri della Chiesa con particolare riferimento a:
1.4.1 Padri Apostolici (Pastore di Erma);
1.4.2 Padri Apologisti (Giustino, Taziano, Atenagora);
1.4.3 Padri del II e III secolo (Ireneo da Lione, Tertulliano, Clemente d’Alessandria, Origene);
1.4.4 Sant Agostino;
1.4.5 San Tommaso.

2. Principali nozioni di Demonologia.

2.1 Natura del male secondo gli insegnamenti della Santa Chiesa Cattolica.
2.2 Poteri e i limiti del demonio.
2.3 Azioni ordinarie e straordinarie del diavolo e dei suoi demoni.
2.4 Discernimento con la psicopatologia.
2.5 Esorcismo e preghiera di liberazione.

Ulteriori approfondimenti:

3. L’esorcismo nel rito del battesimo.
4. Il discernimento clinico-demonologico nella pratica degli esorcismi: alcuni casi clinici.

Bibliografia essenziale:
Fonti: Sacra Scrittura, Concilio Vaticano II, Catechismo Chiesa Cattolica.
Testi citati: Giorgio Gozzelino “Angeli e Demoni. L’invisibile creato e la vicenda umana”. Ed. San Paolo, 2000.
Renzo Lavatori “Satana un caso serio. Studio di demonologia cristiana”. EDB, 1995.
Gilberti – Rossi “Manuale di psichiatria” V Edizione. Ed. Piccin & Vallardi, 2005.
Gabriele Amorth “Un esorcista racconta” XX Edizione. EDB, 2004.
Gabriele Amorth “Nuovi racconti di un esorcista”. XII Edizione. EDB, 2004.
Gabriele Amorth “Esorcisti e Psichiatri”. VI Edizione. EDB, 2004.
Matteo La Grua “La preghiera di liberazione”. Herbita Editrice, 1985.

Altra bibliografia:
Laura Bellodi “Psicopatologia funzionale”. Ed Masson, 2005.
Trattato Italiano di Psichiatria. AA.VV. “Psichiatria e neuroscienze” Vo. V. Ed Masson, 2006.
Ps. Dionigi l’Areopagita “Gerarchia celeste” II Edizione. Città nuova editrice, 1993.
Francesco Bamonte “Possessioni diaboliche ed esorcismo. Come riconoscere l’astuto ingannatore”. Ed Paoline, 2006.
Paolo Calliari “Trattato di demonologia”. Ed CECC, 1992.
François-Marie Dermine, O.P. “Mistici veggenti e medium. Esperienze dall’aldilà a confronto” II Edizione. Libreria editrice vaticana, 2003.
Andrea Gemma “io, vescovo esorcista”. Ed. Mondatori, 2002.
AA.VV. “esorcismo e preghiera di liberazione”. Ed. Art & Ed. Shalom, 2005.

Edith Stein: La struttura della persona umana

Il corso si articola in una prima parte che si propone di presentare un breve ma completo excursus sulla vita di Edith Stein con particolare riferimento ai movimenti storici e culturali, agli studi e agli incontri che maggiormente hanno avuto influsso nello sviluppo del suo pensiero (Parte I) e di una seconda parte dedicata più precisamente all’analisi della visione antropologica cristiana secondo Santa Teresa Benedetta della Croce (Parte II).

Parte I
VITA & PENSIERO, OPERE & bibliografia italiana, PENSIERO
1. La fenomenologia di Husserl e la filosofia di Tommaso d’Aquino: tentativo di confronto
2. Ogni conoscenza comincia dai sensi
3. Ogni conoscenza nuova e’ ottenuta attraverso l’elaborazione intellettuale del materiale sensibile

Parte II
1. Chi è l’uomo 2. Un approccio fenomenologico 3. Materia vs spirito 4. Dio e la materia 5. L’anima 6. spirito 7. Dio, gli angeli, i demoni e l’uomo 8. Dio e l’uomo
Bibliografia essenziale: Edith Stein, La struttura della persona umana. Edizioni Città Nuova

Bibliografia:

Pompeo F. Mancini, Verso la corporeità in fenomenologia. Ipotesi a confronto: Husserl, Stein, Wojtyla, Laterza, Bari, 2004
Angela Bello, Edith Stein. La passione per la verità, EMP, 2003
Massimo Epis, Fenomenologia della soggettività. Saggio su Edith Stein, LED Edizioni Universitarie, 2003
Jean-Francois Thomas, Simone Weil ed Edith Stein. Infelicità e sofferenza, Borla, Torino, 2002
Marcello Acquaviva, Edith Stein. Dal senso dell’essere al fondamento eterno dell’essere finito, Armando, Roma, 2002
Marco Paolinelli, La ragione salvata. Sulla “Filosofia cristiana” di Edith Stein, Franco Angeli, Milano, 2001
Berta Weibel, Edith Stein. Martire per amore, Paoline Editoriale Libri, 1999
Hanna-Barbera Gerl, Edith Stein. Vita, filosofia, mistica, Morcelliana, Brescia, 1998
Giancarlo Gaeta – Carla Bettinelli – Alessandro Del Lago, Vite attive. Simone Weil, Edith Stein, Hannah Arendt, Lavoro, 1996
Renza Cerri Musso, La pedagogia dell’Einfühlung: saggio su Edith Stein, La Scuola, Brescia, 1995
Luciana Vigone, Introduzione al pensiero di filosofico di Edith Stein, Città Nuova, Roma, 1991
Waltraud Herbstrith, Edith Stein. Vita e testimonianze, Città Nuova, Roma, 1990

San Giuseppe Moscati 1880-1927

Si presenta la figura del Santo sottolineando in modo particolare l’aspetto di unione con Dio vissuta pienamente in ogni campo della vita e della professione, la quale diventa una forma di apostolato e carità perché sia utile non solo alla guarigione dei corpi ma anche dell’anima.

Alcuni testi chiave da cui partire per far emergere la sua spiritualità:
“Ma soprattutto vi ricordo che c’è un medico al di sopra di noi: Iddio!”.
“Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate con Dio nel cuore…”
“La scienza ci promette il benessere e tutto al più il piacere; la religione e la fede ci danno il balsamo della consolazione e la vera felicità, che è una cosa sola con la moralità e col senso del dovere”.
“Esercitiamoci quotidianamente nella carità. Dio è carità: chi sta nella carità sta in Dio e Dio sta in lui. Non dimentichiamo di fare ogni giorno, anzi ogni momento offerta delle nostre azioni a Dio, compiendo tutto per suo amore”.
“Ricordatevi che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime gementi, che ricorrono a voi. Quanti dolori voi lenirete più facilmente con il consiglio, e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista! Siate in gaudio, perché molta sarà la vostra mercede; ma dovrete dare esempio a chi vi circonda della vostra elevazione a Dio”.
“E’ indubitato che la vera perfezione non può trovarsi se non estraneandosi dalle cose del mondo, servendo Iddio con continuo amore, e servendo le anime dei propri fratelli con la preghiera, con l’esempio per un grande scopo, per l’unico scopo che è la loro salvezza”.
“Il progresso sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollabile e incrollata, quella rivelata da Dio, la scienza dell’al di là! In tutte le vostre opere, mirate al Cielo, e all’eternità della vita e dell’anima, e vi orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure considerazioni umane, e la vostra attività sarà ispirata al bene”.
“Le opere di scienza hanno dato al mondo copiosi frutti. Ma le opere di bontà, perché parlano di quanto è di divino della nostra umanità, ci danno il senso dell’infinito, contengono la promessa evangelica di fruttare cento per uno, e la loro eco si tramanda di generazione in generazione, benedetta da Dio. Umili cuori, per lo più donne, fondarono gli ospedali, senza di che, nei secoli scorsi, la medicina non sarebbe progredita. Passato illustre, di cui i ricchi dovrebbero sentire l’eloquenza!”.
“Il progresso sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollabile e incrollata, quella rivelata da Dio, la scienza dell’aldilà! In tutte le vostre opere, mirate al Cielo, e all’eternità della vita e dell’anima, e vi orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure considerazioni umane, e la vostra attività sarà ispirata al bene”.
“Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori vengono a capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio, che li vuole salvi!”

Bibliografia:
Bergamini Paola, Laico, cioè cristiano. San Giuseppe Moscati medico. Marietti Genova 2003.
D’Onofrio Felice, Giuseppe Moscati, medico, docente, santo.Napoli 1995.
Marranzini Alfredo, Giuseppe Moscati, il laico santo di oggi. Scritti inediti.AVE Roma 1978
Id., Giuseppe Moscati. Modello del laico cristiano oggi, vol 1. Apostolato della preghiera.
Id., Giuseppe Moscati. Un esponente della scuola medica napoletana, vol 2. Apostolato della preghiera.
Papasogli Giorgio, Giuseppe Moscati. Il medico santo, Paoline, Milano 1998.
Tripodoro Antonio, Giuseppe Moscati. Il medico santo di Napoli visto attraverso i suoi scritti e le testimonianze dei contemporanei, Napoli 1999.
Id., Giuseppe Moscati, il medico dei poveri, Paoline 2004.
Tripodoro Antonio – Egidio Ridolfo, San Giuseppe Moscati e il Gesù Nuovo, Napoli 2000.
A. Jelardi, G. Moscati e la scuola medica beneventana, Realtà Sannita, Benevento 2004.

 

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