convegni

Nel sonno non ci abbandonare

sogno, realtà, illusione (2019)

SOMMARI

Dott. Don Claudio M. Berardi

Il sogno e le sue interpretazioni

L’articolo propone un’indagine multidisciplinare sul sogno, considerato non come un fenomeno marginale ma come una dimensione costitutiva dell’esperienza umana, biologica, psichica e spirituale. A partire dal dato antropologico che un terzo della vita è trascorso nel sonno, il testo mostra come il sogno sia stato storicamente interpretato come “luogo” di conoscenza, di rivelazione e di relazione con il divino, oltre che come oggetto di studio scientifico. Viene delineato un quadro comparativo delle principali interpretazioni: filosofiche (Aristotele, Sinesio di Cirene, Boezio di Dacia, Norman Malcolm), psicoanalitiche e neuro-scientifiche (Freud, Jung, Hillman), esoteriche e divinatorie (somniale Danielis, sogno lucido), evidenziandone convergenze, limiti e presupposti antropologici. In dialogo critico con tali prospettive, l’articolo sviluppa una lettura teologica e biblica del sogno, mostrando come nella Scrittura esso possa essere luogo di comunicazione divina (Giuseppe, Daniele, i Magi, Salomone), ma sempre dentro la necessità del discernimento spirituale. All’interno di una visione cristiana, il sogno è definito come “luogo antropologico” di interazione tra corpo, psiche, cultura e spirito, richiedendo una chiara distinzione tra dimensione psichica e dimensione spirituale e un metodo ermeneutico rigoroso che eviti sia il riduzionismo scientista sia l’ingenuità divinatoria.

Prof. Dr. Giuseppe Plazzi

I disturbi del sonno

Partendo dalla diagnosi con i moderni strumenti come encefalografia e polisonnografia (che permettono anche di fare diagnosi differenziale con l’epilessia) e dall’utilizzo della ripresa di filmati per valutare il comportamento dei pazienti, il Prof Plazzi illustra le caratteristiche neurofisiologiche del sonno, mettendo in relazione la capacità di sognare (durante il sonno REM) con il tipo di attività cerebrale registrata dall’elettroencefalogramma. Il sonno può essere disturbato da problemi disfunzionali, che partendo dal russamento, passano attraverso periodi di ipopnee, evolvendo fino a vere e proprie apnee ostruttive, possono comportare rischi per la salute (ipertensione) e per la vita sociale (sonnolenza diurna e colpi di sonno) fino ad essere anche fortemente invalidanti. Anche i bambini possono soffrire di apnee notturne, con riduzione della capacità di apprendimento e di concentrazione. Le apnee, oltre che di origine ostruttiva, possono essere di pura origine neurologica (o centrali), oppure miste. Vengono poi trattate le ipersonnie (narcolessia, cataplessia e paralisi del sonno) e le parasonnie, disturbi del sonno, più che altro di tipo motorio, come il sonnambulismo, il pavor nocturnus, i risvegli confusi e altre. Infine si sofferma sui disturbi del sonno di tipo neurodegenerativo, (demenze senili, Alzhaimer, e Parkinsonismo).

Prof.ssa Palma Sgreccia

Libertà e coscienza nel sonno

Partendo dalla constatazione che il sonno rappresenta un elemento della passività umana (come il nascere e la costituzione fisica), si rileva che la cultura contemporanea, secolarizzata e tecnicizzata, cerca di mettere in sordina tutto ciò che contraddice la piena autonomia e la capacità di scegliere senza limiti. Affermare “libertà e coscienza nel sonno” significa mettere in evidenza che la nostra autonomia si costruisce anche nella nostra passività e nei nostri legami, che non possiamo essere responsabili di tutto e che dobbiamo imparare ad affidarci.

Dott. Don Claudio Sganga

Il riposo nello Spirito: fenomenologia nei movimenti carismatici

Il mio intervento si propone di descrivere un fenomeno particolare chiamato “riposo nello Spirito”, spesso osservato in contesti di preghiera carismatica. Si tratta di episodi in cui una persona, durante momenti intensi di preghiera, improvvisamente si accascia al suolo, restando distesa e immobile per un tempo variabile, pur mantenendo piena lucidità e consapevolezza. Dopo qualche minuto, si rialza spontaneamente e riprende la preghiera come se nulla fosse accaduto. Questo comportamento esteriore potrebbe ricordare uno svenimento, ma l’esperienza interiore riferita dai protagonisti è molto diversa: tutti affermano di essere pienamente coscienti durante l’intero episodio, di provare pace, benessere spirituale, e in alcuni casi una sensazione di presenza divina.

Prof.ssa Stefania Tassotti

L’interpretazione dei sogni in psicologia

La Dott.ssa Tassotti, tra le differenti teorie ed approcci psicologici che mirano a ricercare la finalità ed i significati più nascosti dei sogni, presenta l’interpretazione fornita dalla psicanalisi di Freud, dalla psicologia analitica di Jung e dalla terapia gestalt. Successivamente analizza il rapporto tra paziente e terapeuta nel processo dell’interpretazione dei sogni. Infine, espone il caso concreto di interpretazione durante una seduta terapeutica per una signora di origine russa, affetta da gravi crisi di panico e in psicoterapia da otto anni.

Prof. Don Fabrizio Pieri

Le rivelazioni di Dio attraverso i sogni nella Bibbia

Il tema dei sogni nella Sacra Scrittura è affrontato sotto il profilo della autocomunicazione di Dio all’uomo, il complesso rivelativo con cui Egli entra in comunione profonda, intima e familiare con l’essere umano e che esige di essere accolto nel silenzio e nell’ascolto e a cui deve seguire la risposta libera del credente nel discernere e compiere la volontà di Dio. Dopo aver mostrato la necessità di un cuore puro, come quello di Salomone, per poter entrare in relazione viva con il Tu personale di Dio, viene presentato uno ‘studio contemplativo’ su alcuni testi biblici esemplificativi che riportano tre fra i più noti e significativi sogni avuti dai patriarchi del popolo della Prima Alleanza. Lo studio evidenzia come nella Bibbia, i sogni siano uno specifico e peculiare luogo rivelativo e teologico”, in cui la kenosi di Dio verso l’uomo rappresenta un pressante invito alla conversione mediante l’accoglienza libera e fiduciosa della volontà di Dio e la spogliazione delle proprie sicurezze e certezze per entrare nell’orizzonte del sapiente e provvidente disegno di Dio.

Dr. Leonardo Marletta

Sognare ad occhi aperti: tristezza ed accidia

Sognare ad occhi aperti è una facoltà dell’anima che può generare visioni di un mondo migliore, ma può anche diventare un’illusione, specialmente quando alimentata dalla pubblicità o da situazioni di disagio emotivo. In certi casi può degenerare in una dipendenza patologica, un rifugio dalla realtà. Tuttavia, sognare può avere anche un valore positivo, se porta alla realizzazione di progetti concreti. Quando i sogni non si realizzano, però, possono provocare tristezza e frustrazione. Questa tristezza, se non affrontata, può sfociare nell’acedia, uno stato di apatia, pigrizia e indifferenza, spiritualmente pericoloso. La gioia, invece, è vista come antidoto alla tristezza: non un’emozione passeggera, ma un comando spirituale e una virtù. Superare la tristezza richiede vigilanza interiore, capacità di perdonare, empatia, e una fede salda. Bisogna resistere alla tentazione dell’indifferenza, della malinconia e della fuga nel sogno, per restare radicati sia nel mondo reale sia nel disegno divino.

Prof. Don Edoardo Palma

Il sonno e la veglia alla luce delle Scritture

La quotidianità dell’essere umano, espressa in tutte le sue dimensioni, ha un ampio spazio nel testo biblico, dall’ Antico al Nuovo Testamento: tra queste proprio il “sonno”, spesso alternato alla “veglia”, in quanto è la funzione regolatrice dell’attività dell’uomo. Nell’ Antico Testamento i termini contrapposti usati per indicare il sonno e la veglia descrivono l’attività dell’uomo e il suo astenersi da questa, ma possono anche indicare in senso traslato una finalità virtuosa o malvagia di una azione. Più spesso ancora la veglia è lo spazio in cui ci si rivolge a Dio con tutte le forze, mentre il riposo può essere il luogo del rivelarsi di Dio. La traduzione dall’ebraico dei LXX del termine “veglia” perde il significato originario di premura con si compie un’azione e per la quale si è svegli, per sottolineare invece lo stato di astensione dal sonno, ma questo favorisce d’altra parte il passaggio al significato presente nel Nuovo Testamento, dove il sonno è sia il processo naturale della vita umana sia lo spazio della rivelazione divina, oltre ad assumere in senso lato l’aspetto dell’attesa escatologica. In tutto il percorso biblico quindi, sonno e veglia, due lati della stessa medaglia, sono letti in modo tale da mostrare insieme il dato fisiologico e le necessità dell’anima che veglia per essere pronta al servizio di Dio, libera dai vizi che la impedirebbero nel suo cammino di salvezza.

Francesco Scarsella

Il sogno in Agostino

Dal momento che i sogni fanno parte della comune esperienza umana, è necessario dare loro una collocazione che permetta di inserirli correttamente nella vita Cristiana: nulla dell’uomo è estraneo al rapporto con Cristo e tutto va diretto a Lui perché ogni cosa abbia la giusta considerazione in vista del fine per cui l’uomo esiste, la vita eterna che solo Cristo Signore offre. Sant’ Agostino insegna egregiamente a distinguere i sogni, le loro origini e le loro conseguenze mostrando come il Cristiano debba comportarsi a riguardo. Incubi e succubi: Tra i vari disturbi che il demonio procura è nota, fin dal tempo di Sant’Agostino, la figura dei demoni incubi, oggi diremmo “aggressori”. si tratta di un disturbo demoniaco che vede l’aggressione fisica a livello sessuale da parte di uno o più demoni ai danni delle donne. Il corrispettivo maschile del disturbo è quello operato dai demoni succubi. L’analisi offerta vuole indagare il rapporto di questo disturbo con il sonno, se occorra esclusivamente o meno durante il riposo, quali conseguenze abbia e quali rimedi opporre.

Dott. Andrea Ferrero

Il sogno nelle culture e nelle religioni

Civiltà antiche e religioni fin dalle loro origini presentano legami differenti con il mondo dei sogni. Letteratura, storia, arte, medicina, politica, cosi come vari altri ambiti della cultura e della vita sociale di ogni luogo e tempo portano in sé tracce di pratiche di interpretazione dei sogni (onirocritica) o di divinazione mediante i sogni (oniromanzia). Questo studio va alla ricerca dei vari tipi di sogni conosciuti nel mondo antico, ne presenta le caratteristiche peculiari (comando, predizione, previsione), descrive i principali metodi di interpretazione, soffermandosi inoltre sulle pratiche utilizzate per ‘difendersi’ dai sogni cattivi e per ‘produrre’ sogni rivelatori o terapeutici. Lo sguardo retrospettivo sui dati raccolti, ponendo al centro la Verità rivelata in Cristo, costituisce un punto di vista critico che da un lato valorizza gli aspetti positivi presenti nelle varie civiltà e religioni non cristiane, mentre dall’altro evidenzia la necessità tutt’ora valida di purificare quegli elementi culturali che sviano la ragione dalla conoscenza del vero e impediscono di realizzare un cammino autenticamente cristiano.

Prof. Don Cristian Besso S.D.B.

I sogni di Don Bosco

L’esperienza onirica di San Giovanni Bosco, matura nell’arco di tutta la sua vita e diviene, nel tempo del suo apostolato, quasi la linea guida della sua missione, della quale rivela il carattere sovrannaturale. Tramandata anche come strumento formativo e pedagogico, l’analisi di questo fenomeno viene formata attraverso una triplice lettura, specie oggi, che parte dalla psicologia, passa per la letteratura agiografica e finalmente sfocia nell’ambito della teologia spirituale e mistica. Pur avendo rivalutato il fenomeno onirico come esperienza rivelatrice, la psicologia non è in grado di approfondire l’esperienza del divino e quanto questa comporta. L’analisi letteraria svolta all’interno della stessa famiglia salesiana ha messo in luce i limiti di un modello antropologico in grado di esprimere solamente i dubbi di chi lo ha adottato ma non di considerare il fenomeno nel suo insieme: superata questa fase si recupera il fenomeno nel suo valore mistico, liberandolo dall’alone di sospetto in cui era stato racchiuso. La prospettiva spirituale propria del fondatore e l’analisi teologica che l’articolo vuole presentare in sintesi mostrano come si tratti di un vero e proprio rivelarsi di Dio all’interno del vissuto dell’uomo in carne ed ossa, del Santo Giovanni Bosco.