Sommari Relazioni-IT

Teologo Prof. Elmar Salmann

Natura dell’anima

Con questo intervento il prof. Salmann fa un percorso di avvicinamento alla complessa realtà dell’anima, concetto impalpabile, che nel contempo definisce l’essenziale di una persona. L’avvio è dato da quattro approcci fenomenici: la voce di una persona, con il suo timbro e la sua musicalità, il suo volto con tutte le variazioni espressive della sua soggettività, il nome come singolarità che implora di essere riconosciuta, la continuità nel passare degli anni come ricordo e racconto di sé pur nella variazione di esperienze. Seguono 8 prospettive o spiragli di taglio longitudinale, in cui l’anima è principio, indice, ritmo e consapevolezza di vita, movimento e teleologia della vita, di aura enigmatica, di espressività e ricettività della vita, di vicinanza e distacco come differenza valorizzante, di coscienza della medesimità, che va riconosciuta da me e dall’altro, di autodistanza da sé per cogliersi come polarità, di poter iniziare qualcosa con se stessi e con il mondo, di sfondo abissale della relazione indicibile con se stessi e con l’altro. Attraverso uno schema, da rosa dei venti, si aggiunge il taglio trasversale con le parabole di vita; dalla parabola della provenienza che rimanda al ricevere come calice, alla parabola della solitudine beata, fino alla parabola del futuro sperato e alla parabola della comunanza archetipale, come regno dell’abisso e della pulsionalità. Al centro di tutto la coscienza che si intrattiene con tutte le varie dimensioni e parabole. Si pone infine la necessità di esplorare non solo la condizione del rapporto con se stessi, ma soprattutto quella dialogica tra sé e il mondo, creando una cassa di risonanza, una sfera di mediazione, facendosi interpreti tra mondi diversi e scoprendo insieme un’anima comuniale, l’anima del mondo. Infine uno spunto sul versante nevrotico quando l’essere umano, per mettersi al riparo da tutti, si rende non più vulnerabile, non interpellabile chiudendosi in un mondo autoreferenziale; a questo punto è divenuto un tipo e così perde l’anima.

 

Padre Frédéric Le Gal

Metaprassi tra psichiatria ed esorcismo

La relazione di Padre Le Gal presenta la sua personale esperienza di religioso esorcista sul territorio, in un ospedale psichiatrico e con i carcerati affetti da disturbi mentali e si fonda su un’importante casistica da lui stesso raccolta in un arco temporale compreso tra il 2004 e il 2006 (223+243 casi). Per P. Le Gal la missione di prete esorcista, in seno alla Chiesa Cattolica, consiste nell’accogliere le persone sofferenti, nell’ascoltare i loro mali e le loro afflizioni e nell’accompagnare le loro sofferenze; inoltre, richiede il discernimento dei fenomeni di alienazione spirituale maligna di possessione e la relativa determinazione delle cause allo scopo di ottenere che queste persone siano liberate e sciolte dall’influenza malefica e possano essere rigenerate integralmente dalla presenza consolatrice e salvifica di Dio. «Ho male», «Sto male», «Mi fanno del male», «Mi hanno gettato un maleficio»: questa ricorrente «litania» della sovrabbondanza del male fa di esso una realtà spaventosa, contingente e per niente necessaria; non sappiamo da dove viene, ma sappiamo che pone un problema alla comprensione razionale delle cose, del mondo, anche da parte dei credenti: Dio è onnipotente e assolutamente buono, eppure il male esiste. Si tratta, dunque, di prendere coscienza, esaminando ognuno le proprie esperienze di male, che siamo talvolta attori e talvolta vittime del male. L’uomo è ferito e feribile in campo fisico, psichico e spirituale. La storia personale e il peccato provocano ferite che portano la persona a rivolgersi all’esorcista (se identificate con l’azione del maligno), altre volte al medico e purtroppo in molti casi a pratiche esoteriche che aggravano la situazione: è fondamentale l’azione congiunta del sacerdote, dello psichiatra e di quelle figure che con competenze diverse collaborano per raggiungere una corretta diagnosi, affinché il problema sia affrontato correttamente. Come già affermato dai Padri e nella storia della Chiesa: il male si combatte, la sofferenza si accompagna e il dolore si cura.

 

Dr. Massimo Aliverti

Storia ed antropologia della possessione/ossessione diabolica

Il prof. Aliverti compie un excursus storico sulla presenza, nelle varie culture, della figura diabolica. Quando si parla di possessione diabolica si intende l’occupazione dello psichismo, di tipo sonnambolico o lucido, da parte di una realtà estranea (demone o spirito). In molti popoli è presente una intuizione di una realtà spirituale maligna da cui difendersi con modalità diverse a seconda della cultura di appartenenza: molto spesso la malattia psichiatrica viene interpretata in questa maniera. Nelle varie culture si riscontrano delle pratiche volte a proteggere o liberare le persone da queste entità. Molte pratiche sciamaniche, presenti in tutto il mondo, hanno vere finalità terapeutiche volte a scacciare gli spiriti maligni. Nella medicina popolare del mondo occidentale si trovano delle commistioni tra il mondo antico e il cristianesimo. Nella maggior parte delle religioni del vicino oriente e Russia si trova la credenza in due principi contrapposti del bene e del male, dello spirito e della materia. Nella mitologia greca e romana si ha la presenza di divinità del mondo degli inferi e la credenza in esseri con un connubio di aspetti umani e animaleschi. Gli assiro-babilonesi identificano divinità in grado di provocare malattie. Per gli ebrei il diavolo è una entità creata da Dio e mette alla prova l’uomo. Nei Vangeli Gesù libera molti indemoniati e trasmette questa capacità ai suoi discepoli che la svolgono in nome Suo. Il Cristianesimo inizialmente identifica il diavolo con le divinità pagane e con gli eretici: si sviluppa un dibattito interno fin dai primi secoli per determinare la natura e l’origine del male. La lotta al demonio diventa un elemento centrale dallo sviluppo del monachesimo fino a che, nel medioevo, si considera normale il contatto e l’interazione con il mondo diabolico. Nel periodo dell’inquisizione compaiono numerosi manuali atti a spiegare le pratiche delle streghe, i processi contro di esse e i sintomi della possessione diabolica. Nel 1500 inizia un processo di assegnazione della possessione alla malattia mentale e verso la metà del 1700 scompaiono i processi per stregoneria e resta solo l’esorcismo. Subendo le influenze illuministiche, positiviste e marxiste, anche all’interno della Chiesa vi sono alcune correnti che interpretano il demonio come una forza astratta o un male non personificato. I Papi hanno invece sempre ribadito, anche nel XX secolo, la personificazione del demonio e la conseguente validità dell’esorcismo.

 

Dr. Massimo Aliverti

Psicopatologia della possessione/ossessione diabolica

Il prof. Aliverti esamina le patologie psichiatriche con maggiore attinenza ai temi della possessione. Lo psichiatra e il sacerdote si chiedono spesso se i problemi che si trovano ad affrontare in alcuni pazienti siano di natura spirituale o psichiatrica. Molti autori del periodo illuministico riducono tutte le manifestazioni demoniache alla patologia psichiatrica. Vi sono alcune condizioni psicopatologiche nelle quali il paziente può credere di essere posseduto dal diavolo: disturbi dissociativi di identità (nella vecchia classificazione era il disturbo da personalità multipla), disturbi del pensiero (l’episodio psicotico acuto e la psicosi delirante cronica), psicosi melanconiche, l’epilessia del lobo temporale. Particolare importanza ha il delirio in tutti i suoi aspetti: spesso sono presenti componenti di tipo mistico-religioso. La casistica personale degli psichiatri contempla molte delle situazioni che possono essere interpretate anche come possessione demoniaca.

 

Don Claudio M. Berardi

Presenza e azione dello Spirito Santo nell’esperienza spirituale del cristiano

Il contributo di don Berardi introduce alla conoscenza della vita spirituale presentando in modo sintetico, ma sufficientemente chiaro, l’azione dello Spirito Santo nella vita del cristiano a partire da suggestive citazioni bibliche e magisteriali, mettendo in evidenza come l’«esperienza mistica» descritta dai Dottori Mistici sia opera dello Spirito Santo che interviene sulle facoltà dell’anima per dirigerle o per sospenderne l’attività. Successivamente viene affrontata la questione del discernimento spirituale – inteso come ricerca della volontà di Dio alla luce dello Spirito di Dio – attraverso l’analisi del significato dei termini «discernimento» e «discrezione» utilizzati da San Giovanni della Croce nelle sue opere ed applicati in modo particolare alle esperienze mistiche che segnano il cammino di purificazione delle anime chiamate a ricevere il dono dell’unione con Dio. Un’ulteriore analisi riguarda la dottrina e la classificazione delle esperienze mistiche fornita da San Giovanni della Croce (visioni, rivelazioni, locuzioni), come diverse forme di «apprensioni» dell’anima. Infine vengono descritti i criteri generali ed espliciti di discernimento spirituale tra i quali spiccano per rilevanza quelli indirizzati ai direttori d’anime, i quali devono sempre preferire il cammino della fede rispetto a ciò che l’anima può ricevere dalle visioni.

 

Rev. Sac. Don Riccardo Petroni

Fondamenti biblici e storia della demonologia nella vita dei santi

Nella prima parte del suo intervento, d. Petroni prende in considerazione alcuni episodi biblici dai quali si può conoscere la natura e l’azione di satana nei confronti dell’uomo. Già dagli scritti dell’Antico Testamento, infatti, è possibile rilevare la natura personale e creaturale di satana, la cui azione distruttrice non è mai assoluta e definitiva, ma si iscrive in un più ampio disegno salvifico di Dio. Il Nuovo Testamento non fa che confermare e completare questa rivelazione. Infatti, il Signore Gesù, essendo venuto nel mondo per distruggere le opere di Satana (cf 1Gv 3,8), durante la sua vita pubblica compie numerosi esorcismi. Questi non sono semplicemente delle guarigioni, poiché in essi Gesù non parla alle persone malate, ma si rivolge ad una coscienza diversa da quella del posseduto, imponendo tendenzialmente due cose: silenzio e fuga. Negli scritti neotestamentari si vede, inoltre, che satana opera in modo da assimilare a sé altre persone per condurle a realizzare i suoi disegni nefasti. Nella seconda parte dell’intervento, a partire dall’esperienza vissuta dai santi, vengono descritte varie forme di vessazione o ossessione che il demonio esercita per ostacolare la crescita nella vita spirituale di coloro che con determinazione incominciano un cammino di sequela più radicale di Cristo. Questo è un dato costante nella vita della Chiesa che si può riscontrare nei Padri (per esempio nella Vita di Antonio scritta da S. Atanasio o nei Dialoghi di San Gregorio Magno), nel medioevo e nell’età moderna (per esempio San Francesco d’Assisi (†1226) e S. Francesca Romana (†1440), e in epoca recente (S. Giovanni Maria Vianney, S. Giovanni Bosco, S. Gemma Galgani, la piccola Araba, S. Pio da Pietrelcina).

 

Dr. Luca Moretti

Approccio interdisciplinare a un caso di possessione

Il Dr. Moretti, consulente di Congregazioni religiose e Diocesi in varie parti del mondo, nonché della Santa Sede, si prefigge lo scopo di inquadrare l’esperienza mistica e, all’interno di questa, quella di possessione, trance ed estasi, facendo riferimento ad un caso specifico molto complesso da lui stesso studiato. Il dr. Moretti tratta di Suor Angela. Il caso della religiosa mostra una difficoltà diagnostica e terapeutica notevole dove sono presenti fenomenici di dubbia interpretazione con manifestazioni iscrivibili nelle forme mistiche e/o di possessione diabolica. Citando le sue stesse parole “l’uomo è un sistema aperto dove niente è escluso in partenza e la scienza, quando sa offrire magistralmente il proprio contributo, è consapevole dei propri limiti e solo parzialmente certa circa i propri metodi”. La dimensione mistica, per sua natura ambigua e criptica, deve essere approcciata senza pregiudizi e studiata da una prospettiva multidisciplinare che tenga conto dei preziosi contributi derivanti dalle diverse discipline umanistiche e scientifiche, intendendo con questo secondo termine quelle branche della scienza che si occupano di eventi dimostrabili, misurabili e riproducibili. Sulla base di tali assunti il Dr. Moretti, in qualità di medico e uomo di scienza, si concentra in particolare sull’analisi dei fenomeni fisici che accompagnano l’esperienza mistica, per loro natura investigabili, dichiarando a priori il proprio punto prospettico che è rappresentato dall’epistemologia “fondamento del paradigma scientifico che sta alle mie spalle”.

 

Don Giancarlo Gramolazzo, F.D.P.

Il discernimento spirituale: demonologia e mistica.

Uno dei problemi più importanti e difficili è quello del discernimento. Ci troviamo in un contesto mediatico dove il modo di dare le notizie crea una psicosi. Non c’è preparazione nelle persone che informano e in quelle informate, inoltre non avendo fede fanno confusione e attribuiscono il fatto al demonio con una grave conseguenza: la de-responsabilizzazione della persona. Compito dell’esorcista è anche quello di decongestionare la mente delle persone fragili. Il demonio non è un fenomeno ma una realtà. Essere cercati come se fossero dei maghi o come risolutori di un problema causato da un disordine morale o da fragilità mentale crea un carico inutile di lavoro che sottrae tempo agli esorcisti per chi veramente ha bisogno. C’è un grosso rischio che corrono gli esorcisti e gli psichiatri: il rischio di onnipotenza. Per comprendere i casi umani è necessario entrare nel vissuto delle persone, avendo molta umiltà, evitando di essere superficiali nel fare una diagnosi e trarne subito una conclusione, perché è questo che si aspettano da noi: subito una diagnosi chiara e una terapia risolutiva. Se noi non teniamo ben presente che il demonio non è una proiezione della mente, non è un qualche cosa di inventato e di primitivo, noi non riusciremo mai a capire il soprannaturale. Le malattie vanno trattate da malattie, escludiamo quindi dal nostro discorso chi è ammalato da disturbi mentali. Se è necessario l’esorcismo dobbiamo chiederci quale sia il piano di Dio in quella persona. Sbagliamo quando diamo molta importanza al demonio e nessunissima importanza a Dio, il Signore compie un’opera salvifica servendosi di un anima permettendo su di lei l’azione demoniaca. Nei casi di mistica se non si riesce a riconoscere l’intervento di Dio non si riuscirà a capire nessun fenomeno mistico e si vedrà solo l’aspetto umano. Una comunità deve sostenere la persona che si trova a vivere questa prova. Il demonio non prende alcuna iniziativa perché non può entrare o disturbare una persona se non ha il permesso di Dio. Un azione dello Spirito non è oggetto di studio della psichiatria, psicologia o medicina, ci sono delle malattie che sono catalogabili, ma non il demonio che si presenta diversamente nelle persone, rendendo la diagnosi molto difficile, perché è uno spirito e quindi la sua l’azione non è schematizzabile. Vengono presentati alcuni casi: una giovane donna di 30 anni traumatizzata ma non posseduta; un sacerdote immaturo e inadatto che vuole a tutti i costi essere nominato esorcista dal suo Vescovo; ragazza di 21 anni stigmatizzata senza essere una vera mistica; una suora al convegno ecclesiale di Verona che contesta la necessità della carità verso i posseduti perché non esistono; un professionista di Pavia che cambia il modo di fare diagnosi dopo essersi ricreduto avendo avuto un caso in famiglia; lettura e preghiera dell’esorcismo davanti a 500 giovani con suore e Vescovo dove nessuno sapeva cosa fosse avendone una idea distorta dai film visti; bambino di 5 anni che discute correttamente di teologia; un bambino di 8 anni con una forza sovrumana; giovane laureata con presunti disturbi psichiatrici e si solleva da terra davanti allo psichiatra che consiglia di portarla da un esorcista.

 

 

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